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UN TE' CON MUSSOLINI UN TE' CON MUSSOLINI
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UN TE' CON MUSSOLINI

Firenze 1934: il piccolo Luca Innocenti, orfano di madre e figlio naturale d'un mercante di tessuti che si è sempre rifiutato di riconoscerlo, viene "adottato" e cresciuto da Mary Wallace, un'anziana signora facente parte della comunità fiorentina delle gentildonne inglesi.
Indiscussa leader della cerchia di amiche, soprannominate "le scorpione" per il loro mordace umorismo e la tendenza alla critica impietosa, è Lady Hester Random, vedova dell'Ambasciatore Inglese in Italia, simpatizzante del fascismo e di Mussolini.
Queste eccentriche donne inglesi ed americane espatriate a Firenze, affascinate dalle bellezze artistiche e paesaggistiche della città, si dilettavano a restaurare affreschi , a fare scavi archeologici non rinunciando però al loro tè delle cinque che abitualmente prendevano agli Uffizi, fin quando non si trovano improvvisamente a dover affrontare una realtà ostile, nel momento in cui l'Italia scende in guerra a fianco della Germania hitleriana; rinchiuse a San Gimignano, le gentildonne resistono tuttavia sino alla Liberazione ed all'arrivo delle truppe angloamericane, conservando intatto l'antico spirito combattivo...

Chi si occupa in maniera costante di Luca è la segretaria di suo padre la materna e gentile Mary Wallace che gli fa amare la letteratura inglese, Shakespeare in particolare. Suoi mentori sono anche: Arabella che si occupa della sua educazione artistica; Elsa miliardaria americana ed ex star di Broadway che ogni tanto "irrompe" a Firenze per comprare un quadro per la sua collezione di arte moderna e per flirtare con gli uomini locali; e l’archeologa Lily.
Leader indiscusso del gruppo è Lady Hester Random. Non è per nessuno un segreto il disprezzo che sente per la cafonaggine di Elsa e che le fa dire, con un aria di grande superiorità quando quest'ultima offre un gelato a Luca: "È straordinario, riesce perfino a rendere volgare un gelato!"
Scoppiata la guerra, nonostante le assicurazioni personali di Mussolini, gli Scorpioni vengono esiliati a San Gimignano e per sopravvivere sono obbligati a essere solidali fra di loro. Hester si ricrede completamente sul conto di Elsa, quando viene a sapere della sua grande generosità di animo. Luca, mandato in Austria da suo padre per diventare un buon nazista, ritorna dopo qualche anno completamente antinazista e determinato ad aiutare queste donne che tanto amore gli avevano dato.

 Il film di Franco Zeffirelli mostra la città di Firenze nell’arco del decennio che va circa dalla metà degli anni ’30 fino all’arrivo degli Alleati che la liberano dai tedeschi. In questo modo, ciò che risulta evidente è la volontà di rendere omaggio a Firenze, della quale si mostrano scorci e opere d’arte, ma tutto questo attraverso gli occhi di un bambino – seguendolo fino alla sua adolescenza – e l’operato di alcune bizzarre ma affabili signore inglesi.

Questo inquietante e tragico decennio viene scandito da delle didascalie che segnano lo scorrere del tempo, ma vengono anche accennati quanto basta dei fatti utili a ricreare il clima dell’epoca. Nonostante Lady Hester sbagli clamorosamente nel riporre fiducia e ammirazione nella figura di Mussolini – col quale, in effetti, all’inizio del film riesce a prendere il tè in virtù della vecchia amicizia tra il Duce e il defunto marito ambasciatore – i fatti che vengono narrati sono sufficientemente chiari da mostrare il vero volto del fascismo, tanto da fugare ogni dubbio.

Se da un lato i fascisti manifestano la loro xenofobia attaccando gli inglesi – e non tarderanno ad arrivare neppure le leggi razziali contro gli ebrei – dall’altro la stessa Lady Hester è poco tollerante nei confronti delle donne statunitensi, prendendo di mira Elsa e il suo stile di vita libero quanto moderno. Ma l’evoluzione delle vicende storiche farà avvicinare le due donne…