Frontpage Slideshow | Copyright © 2006-2010 JoomlaWorks, a business unit of Nuevvo Webware Ltd.
Home - VIAGGIO INTORNO AL TÈ - Tè, libri e cinema - Tè e cinema - Marie Antoinette
degustazioni_nav
visita_nav
newsletter_nav
galleria_nav
facebook nav
Marie Antoinette Marie Antoinette
Marie Antoinette Marie Antoinette
Marie Antoinette

Maria Antonietta viene concessa in sposa al futuro re di Francia Luigi XVI all'età di soli quattordici anni. Così giovane, si trasferisce a Versailles, dove si troverà ad affrontare un ambiente diverso e spesso ostile. Quando scoppia la Rivoluzione del 1789, Maria Antonietta decide di schierarsi dalla parte dell'aristocrazia reazionaria, firmando così la sua condanna a morte.
L'alleanza tra Austria e Francia ha bisogno di essere suggellata attraverso un'unione matrimoniale: l'ultima figlia dell'imperatrice Maria Teresa viene così inviata in Francia, per sposare il futuro Luigi XVI e con lui condividere le sorti del regno. Inizia così l'epopea di Maria Antonietta, la più odiata e calunniata regina francese.
La solitudine di una regina, il racconto prescinde da ogni contestualizzazione storica e sociale, raggiungendo così un carattere di poetica universalità: un film in costume, ma non storico (non a caso la rivoluzione praticamente non si vede e il film si chiude prima della decapitazione). S. Coppola ribadisce così la sua fascinazione per il tema della lontananza adolescenziale, presentando un ritratto anticonvenzionale della sfortunata regina: il suo è ancora una volta un film su un sentimento e uno stato d'animo, capace di coinvolgere ed emozionare.
Girato prevalentemente nei sontuosi interni della reggia di Versailles, con una ricostruzione sfarzosa, spettacolare, accurata e i magnifici costumi di Milena Canonero (premio Oscar 2006).
Ma Marie Antoinette è molto più di una festa per gli occhi: la sua vera forza sta proprio nel ritratto della protagonista, delineato con coraggio ed ammirevole coerenza. Con un approccio moderno ed originale, S. Coppola crea un universo frenetico e iperbarocco, una gabbia dorata in cui Maria Antonietta si muove incosciente come travolta da un turbinio incessante di feste e balli come una ragazzina impacciata e insicura: le pressioni della madre, gli intrighi di corte e la dolorosa indifferenza del consorte, la noia sono da lei affogate in una vivace ubriacatura di scarpe, gioielli, dolci, tessuti preziosi, parrucchieri e qualche amante. Ai ritmi techno, acid, rock anni '80 (Cure, Air, New Order, Bow Wow Wow, Phoenix) alternati a musica d'epoca, la protagonista incarna con grazia e malizia questa regina teen-ager, così sola in un mondo ricco, vacuo ed estremamente attuale.

Non si deve cercare nel film una storia profonda con letture politiche o pesanti riflessioni storiche, ma si deve bensì cercare la modernità del personaggio principale: ci viene mostrato il suo essere ragazza, la sua frustrazione per un marito che le dà pochissime attenzioni, la sua passione per il gioco, molto criticata a corte. Gli "oggetti", come scarpe, abiti, prelibatezze di ogni sorta, acconciature inverosimili, sono mostrate con un leggero umorismo, attraverso gli occhi della stessa protagonista, come molti "riti" di corte fini a se stessi. Il mostrarci "l'ozio di corte" diventa molte volte l'obbiettivo della regista: uno sfoggio di eleganza e di abbondanza che non deve però essere preso come una critica.

 "Da ricordare la scena in cui Marie Antoinette, la Regina di Francia, gusta un particolare tè ricevuto in dono dall’imperatore cinese.
Sono palline che a contatto con l’acqua bollente nella tazza, sbocciano mostrando un fiore che dona aroma e colore. E’ un tè dal profumo intenso e avvolgente che rimane a lungo sulle labbra e sulla gola, ma non solo anche la casa ne assorbe il suo profumo. Assaporarne i profumi sprigionati dal vapore, è come immaginarsi in un campo pieno di fiori primaverili e perchè no sentirsi quasi catapultati in quell’atmosfera francese idilliaca ripresa benissimo nel film.”

 

 

Il simbolo di tutto questo è proprio la reggia di Versailles. Ed è un simbolo senza pari. Perché, in un solo momento, rappresenta la gabbia dorata in cui la famiglia reale si auto-reclude ed il picco di eleganza e sofisticazione di una cultura. Se ci fate caso, allora, troverete nel film non uno, ma due protagonisti: la regina e Versailles.
Per tutto il film è come se i due si sfidassero: si attraggono, si respingono in continuazione. Maria Antonietta lotta, ma alla fine cede alle lusinghe di Versailles – c’è una scena toccante, nella seconda parte del film, in cui è difficile separare la figura della regina da quella della carta da parati della reggia. Ed è proprio qui che comincia la sua fine, quando dopo un lungo errare e perdersi la regina cerca una posizione netta e definitiva nel mondo.