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Le lacrime della giraffa
Le lacrime della giraffa

Qui, in una cornice meravigliosa , si dipanano le vicende di questa simpatica e corpulenta signora grande amante e bevitrice del Rooibos, il cosiddetto tè rosso sud africano (non è affatto strano trovarla nel suo ufficio intenta a gustarsi una tazza di tè mentre attende nuovi clienti, immersa in mille pensieri), della sua assistente, la signorina Makutsi, del suo fidanzato e futuro marito il meccanico del paese il signor Matekoni e dei suoi due assistenti scansa fatiche.

Le giornate della signora Ramotswe e della sua assistente sono scandite dalle pause dedicate alla preparazione ed al consumo del rooibos.

Il tè mattutino con la signorina Makutsi, la sua segretaria, è infatti uno dei rituali piacevoli e rilassanti ai quali la signora Ramotswe non riesce a fare a meno così come non riesce a fare a meno di una buona fetta di torta o delle riflessioni filosofiche atte a portare un po’ d’ordine nelle vite ingarbugliate dei suoi clienti.

Donna molto rispettata per la sua disponibilità, la sua affidabilità ed il suo buon cuore è una vera istituzione nel suo paese, una sorta di miss Marple dalla pelle color ebano.

Tutti i libri che la vedono protagonista hanno come fulcro l’amore incondizionato che l’investigatrice prova nei confronti della bevanda che in questi anni sta riscuotendo sempre più successo.

Tutta la saga dedicata a questo personaggio viene affrontata con tono leggero e divertente, tutto è permeato di buone maniere e immagini di un’Africa molto diversa da quella che siamo abituati a vedere.

I gialli non hanno nulla di tragico o di cruento nel loro svolgimento, tanto da renderli più simili alla narrativa che al genere noir o investigativo.

In questo episodio, la signora Ramotswe è alle prese con un caso di scomparsa di un ragazzo nel deserto del Kalahari coinvolto nell'utopistico tentativo di un gruppo di volontari di modificare l'arida terra del Botswana con i mezzi della più avanzata ed ecologica orticultura occidentale. A questa vicenda si intreccia quella del fidanzamento della detective con il miglior meccanico del Botswana, il signor JLB Matekoni, ingenua e generosa vittima di una perfida domestica che è la vera dark lady della storia e l’ingresso nella sua vita di due orfanelli che presto diventeranno i suoi figli adottivi. Non resta altro da dire se non buona lettura!

La signorina Makutsi fece una tazza di tè rosso e si allungò sulla sedia. Si guardò le scarpe, con i loro bottoncini luccicanti. Loro la sapevano, la risposta? Forse sì.

Per un attimo il signor Matekoni si lasciò andare a quel sogno: suo figlio davanti alla porta del garage, che si puliva le mani in uno straccio macchiato di grasso dopo aver fatto un ottimo lavoro su una complessa scatola di cambio. E sullo sfondo, seduti in ufficio, lui e la signora Ramotswe, molto più vecchi, con i capelli grigi, bevevano una tazza di tè rosso.

Adesso, dopo aver letto ed archiviato le quattro lettere giunte con la posta, la signora Ramotswe propose alla sua segretaria una pausa per il tè. Era un po’ più presto del solito, ma era una giornata calda e secondo lei per combattere il caldo non c’era niente di meglio di una tazza di tè rosso, accompagnata da una fetta di pane biscottato.

 “Se qualcuno passa in macchina davanti alla Ladie’s Detective Agency N.1 e ci vede dentro, può immaginare che stiamo lavorando ad un caso importante. E invece la maggior parte del tempo, come lei ben sa, ce ne stiamo soltanto sedute lì a bere tè rosso e a leggere il Botswana Daily News. Perciò, come vede, la apparenze possono ingannare.” La signorina Makutsi giudicò eccessiva tanta modestia. Era vero che al momento non erano particolarmente impegnate, ed era vero anche che in ufficio veniva consumata una notevole quantità di tè rosso, ma non era così.