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Geisha
Geisha

La geisha è un enigma. È una contraddizione vivente nel Giappone del terzo millennio. È l'incarnazione stessa dell'anima del paese ma è al contempo un argomento tabù che molti giapponesi, uomini e donne di ogni ceto sociale tende a nascondere o ad evitare di nominare.
Con tenace pazienza, l'autrice ha saputo schiudere le porte di questo mondo segreto per combinare i curiosi dettagli di quattrocento anni di storia, svelando ad esempio che le prime geishe erano uomini, e che gli uomini geisha esistono ancora. Il timore che sembra attanagliare ogni giapponese è l’incapacità che un occidentale associ semplicemente la figura della Maiko ovvero l’apprendista geisha e della Geisha a quella della prostituta di lusso. In realtà quella della geisha è una figura molto più complessa, è l’incarnazione dell’arte sotto ogni forma, della bellezza, della leggiadria
Diversamente da Memorie di una geisha di Arthur Golden, questo libro parla del vero universo nascosto della Geisha da donna per le donne. Mentre Golden ricamò allegramente sulle vicende di Mineko Iwasaki - che lo denunciò per aver rivelato la sua identità - Lesley Golden ha indagato molto a lungo ed in profondità su quell'universo, provando sulla propria pelle il ghiaccio con cui trattano chi vuole "profanare" il loro mondo fluttuante. Con grande pazienza, attenzione e delicatezza l’autrice schiude ai nostri occhi il mondo di queste figure misteriose combinando leggende, storie ed aneddoti di 400 anni con una narrazione affascinante della vita delle geishe dei quartieri di Kyoto e Tokyo.
Il risultato che ne deriva è un ritratto fedele di una realtà a noi occidentali molto lontana.
Scorrendo le pagine di questo libro si impara per esempio come difficile sia stata l’impresa di confinare il piacere in appositi quartieri, il più famoso dei quali è proprio quello di Gion che fa da scenario a Memorie di una geisha. Dopo il cibo spirituale cioè dopo il culto gli uomini cercavano quello materiale per questo la domanda e l’offerta erano così alte.
Non a caso Gion nacque attorno al santuario di Yakasa, un tempio dedicato ad una divinità locale protettrice dei mercanti di cotone molto popolare in Giappone.
Le prime case da tè in Giappone ricevettero l’autorizzazione dalle autorità solo intorno al 1700 e, ad esse, fu destinata una zona specifica del quartiere, quella cioè compresa fra il santuario ed il fiume Kamo.
In questo contesto è possibile assistere non solo alla cerimonia del tè ma alle danze e ai canti di queste donne straordinarie che fanno della leggiadria una forma di vita.
Un libro consigliato sia perché ritrae un mondo affascinante e sconosciuto dove il tè e l’arte ad esso legata prende forma ma anche e soprattutto per comprendere un paese singolare come quello giapponese.