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Istanbul, città meravigliosa...
Istanbul, città meravigliosa... Istanbul, città meravigliosa... Istanbul, città meravigliosa...
Istanbul, città meravigliosa...
"...Parlo delle abitazioni di legno trascurate, sgombrate e abbandonate, delle barche arrugginite e malmesse, della poesia delle navi e delle ville dello stretto che soltanto chi ha passato la vita su queste rive può capire; parlo del sapore della vita tra le rovine di una civiltà una volta grande, maestosa e originale, della voglia di un bambino, che non bada affatto alla storia e alle epoche, di essere felice, di divertirsi, di comprendere questo mondo, e delle indecisioni e dei dolori di uno scrittore ormai cinquantenne, dei desideri che lui chiama vita e delle sue esperienze..."

Bella e struggente la descrizione del Bosforo e di Istanbul che Orhan Pamuk ci regala nei suoi romanzi e che catturano l'anima malinconica della sua città natale, scoprendone mano a mano i simboli di scontri e legami fra diverse culture che rendono questa città così magica. .Esiste un legame profondo tra alcune città ed i grandi scrittori che, nati ed in esse cresciuti, hanno deciso di raccontarle nelle proprie opere; se Londra è sempre presente nelle opere di Dickens, San Pietroburgo lo è in quelle di Dostoevskij, Parigi in quelle di Balzac e Praga in quelle di Kafka, leggendo i libri di Pamuk si ha la netta percezione che questo scrittore abbia considerato Istanbul, la città in cui è nato e si è formato, come un luogo dell’anima ed uno specchio nel quale ha trovato riflesso la sua anima.
Il ritratto che ne deriva è certamente fra i più efficaci della Istanbul di oggi, di una metropoli in bianco e nero, stretta tra est ed ovest, occidente ed oriente, tradizione e modernità, decadenza e splendore.
Per trovare la vera essenza di questa città però bisognerebbe dedicarsi alla scoperta dell’antica Costantinopoli guidato soltanto dagli istinti del palato; attorno al Bosforo e all’estuario del Corno d’Oro, lungo quei vicoli stretti ed impervi si affacciano migliaia di börek, pasticcerie piene di tutte le diverse varianti di lokum, baklava e dolci di ogni tipo, lokanta, köfteci e meravigliosi tea-garden. Le esperienze più autentiche di vita istanbuliota infatti si vivono per strada, tra i fiumi di gente che ad ogni ora del giorno e della notte percorrono la città, i richiami dei muezzin, gli incontri con i numerosi gatti che popolano la città, i profumi ed i colori che inebriano chiunque si trovi a passare da Istanbul. Questa è una città fatta di giochi cromatici, sensazioni, aromi (come quello di tabacco caldo e dolce dei caffè dove si fuma il narghilé), tradizioni…fra queste vi è certamente quella del tè, bevanda nazionale turca.
È infatti impossibile non imbattersi in un turco che beve il çay nel suo tipico bicchierino a forma di tulipano, nero, bollente e zuccherato e, come tradizione vuole, bevuto in compagnia.
Il momento del tè è il momento della condivisione, delle chiacchiere, dello scambio. Oggi le varietà sono ridotte rispetto a un tempo, domina quello nero prodotto nella regione di Rize, sul mar Nero ed è ancora più caratteristico e piacevole assaporarlo seduti su una terrazza con vista sul tramonto e sulle barche che solcano lente il Corno d’Oro.
Uno dei tea garden più conosciuti di Istanbul è certamente quello che si trova nel parco Gülhane, che non è solo una sala da tè all’aperto ma è anche e soprattutto un eccellente punto di osservazione sul Bosforo; ci si siede, si ordina il té, e si viene serviti con i tradizionali samovar di bronzo, colino, zucchero e bicchieri di vetro.
Siamo nel centro di Istanbul, nella casa delle rose, proprio accanto al Palazzo Topkapı, ma la tranquillità e la serenità che vi regnano lo rendono un posto molto diverso dal caos imperante di Istanbul, soprattutto nell’ora di punta. Questa è una vera a propria oasi!
I tea Gardens di Istanbul, quelli che i Turchi chiamano"Cay Bahcesi", sono i luoghi più amati per chiacchierare ed incontrare gli amici. In questi luoghi oltre al tè nero classico si possono consumare il famoso tè alla mela e spezie o l’ayran (la famosa bevanda a base di yogurt allungato con acqua ed arricchito con un pizzico di sale) o provare il caffè turco.
Altro giardino da tè famoso di Istanbul è quello situato nel distretto di Ortakoy, quartiere ubicato nella parte europea della città che un tempo era un villaggio di pescatori e che oggi è il luogo in i giovani si incontrano e dove sorge una moschea adagiata sull’acqua molto suggestiva.
La particolarità di queste sale da tè all’aperto è la loro semplicità, pochi tavolini intorno ai quali sono disposti grossi cuscini ombreggiati dagli alberi e dove spira una leggera brezza nel pomeriggio ed una vista mozzafiato sul Bosforo.
Non resta altro che consigliarvi un viaggio alla scoperta di questa città dei mille contrasti, dei suoi sapori e delle sue tradizioni.
                                                                               Elisabetta Martelli